Con «Sama Sama», un EP di quattro tracce, Simon Rivera apre un nuovo capitolo del suo percorso. Conosciuto per un sound potente e diretto, ora si muove verso qualcosa di più ipnotico, essenziale e intenzionale. È ancora hard groove, ma ripensato con maturità, chiarezza e una spinta interiore diversa.

Il titolo nasce da un viaggio in Indonesia, dove l'espressione «Sama Sama» — che significa «prego» — racchiude una semplicità disarmante. Non c'è stato un singolo momento rivelatore: sono state le persone. I loro sorrisi costanti, la capacità di vivere con meno e irradiare comunque gratitudine. Un insegnamento silenzioso: diamo troppe cose per scontate.

L'EP riflette una transizione personale. Sotto l'energia e il movimento delle tracce si nasconde un senso di leggerezza, il desiderio di allontanarsi dalla pressione del «fare sempre» e di riscoprire la bellezza dell'essere presenti.

«Voglio che le persone sentano sia energia che serenità», dice Rivera. «Sama Sama» è pensato per vivere ovunque: in pista, in palestra, in viaggio o nei momenti di riflessione. Perché la musica elettronica non deve solo spingere: può ricordarci che ballare, alla fine, è una forma di gratitudine.

Simon apre l'EP con il gesto più umano incontrato in Indonesia: quel «prego» spontaneo che non chiede nulla in cambio. «Kroepoek» è un tributo alla leggerezza, puro piacere ritmico senza spiegazioni. «Belang» nasce da un'immagine — un gatto maculato, memoria e linguaggio intrecciati: in olandese evoca «interesse», in indonesiano significa «strisce».

«Terima Kasih» chiude l'EP come una stretta di mano. Un ringraziamento maturo, rivolto al viaggio. Il ritmo si apre e ci ricorda che ballare non è una fuga, ma un modo per restare presenti.