Black Chaos Rules è l'etichetta che si occupa dei leak, degli esperimenti e dei rumori di Chaos Rules. Le principali pubblicazioni, anche se rilasciate ora, sono suoni creati tra il 2008 e il 2012, magari rielaborati con elementi moderni. In ogni caso, nulla che potrebbe essere suonato su un palco davanti a persone sane di mente. Alcuni degli artisti presenti nelle pubblicazioni non sono più in vita, e proprio per questo Black Chaos Rules è anche un omaggio a loro.
Dobbiamo indubbiamente ringraziare il canale Telegram «Chaos Rules DarkNet Radio», che ha preservato alcune di queste fughe sonore e ci sta aiutando a pubblicare gradualmente tutto. Black Chaos Rules ha una distribuzione propria, separata da Chaos Rules, ma si trova principalmente su Bandcamp.
Perché inquietante? Al di là della musica in sé, caratterizzata per lo più da puro caos, rumore e assurdità, la maggior parte delle uscite discografiche ha una storia alle spalle, spesso una storia triste. Analizziamo ora alcune release.
«Hazard Gasmask» (2009), Hazard GM — Questo è un vero e proprio leak: non sono tracce ufficiali, ma ritrovamenti nel suo hard disk. Le tracce non sono finite, per lo più primi tentativi di produzione. «Incomplete Mix» è una traccia minimale che non ha nemmeno una struttura sensata, creata con Magix Music Maker usando vocal presi qua e là, che non fa altro che ripetersi aggiungendo elementi ogni tanto. La seconda traccia sembra essere solo un tentativo di creare un LFO usando il plug-in Massive.
Hazard GM ha perso la vita nel 2009, quindi purtroppo non sappiamo molto riguardo alle sue intenzioni.
«R.I.P. 91-18» (2018), EaFrench — Questa raccolta non è una vera e propria release originale Chaos, ma un insieme di tutte le tracce pubblicate da EaFrench sul suo profilo SoundCloud. Alcune, create con software da videogame, presentano una fusione tra tribe, tekno e frenchcore.
EaFrench era il cugino di Mestizia CRK, e probabilmente la persona che lo ha iniziato alla musica elettronica.
Nella tracklist troviamo esperimenti come «Little Bastard», ispirato a un gioco indie chiamato Tabboz Simulator, il simulatore di tamarraggine italiana del 1998: quando a scuola sceglievi l'opzione di minacciare i professori per farti alzare i voti, il gioco rispondeva «Cerchi di intimidirmi, piccolo bastardo?». Proseguendo troviamo «Go Mad in The Summer», che parla in modo incomprensibile di una fuga dalla polizia durante un'estate — l'unica voce presente dice dialettalmente «Eccoli qui, scappa!», dopo di che parte un drop che all'epoca era considerabile frenchcore negli ambienti rave, ma che oggi può ricordare anche una musica da SNES. «Hazard's Anthem» è chiaramente il completamento di «Incomplete Mix»: della traccia originale preserva solo il vocal, ed è una sorta di dedica al suo decesso.
Andando avanti si nota come Ea stesse passando sempre di più dalla frenchcore alla tekno e al mondo tribe. La raccolta è una dedica a Ea, che non è più tra noi, a causa di una vita molto difficile e un animo molto buono, spesso troppo.
«Heroin Looperman» (2011 / Remake 2026), Narcan Squad — Come da titolo, questo album vuole raccontare la vita in loop di un consumatore di eroina. Anche se inizialmente presenta dinamiche da techno lenta, con l'ascolto continuato emergono fischi e rumori più vicini al noise. Il mix è molto casuale e la traccia aumenta di BPM per simboleggiare come la vita diventi veloce in quelle circostanze. I fischi, secondo i produttori, rappresentano «gli spilli in testa».
La seconda traccia è un loop continuo che simboleggia il pensiero ossessivo e unico su un solo argomento, comunemente chiamato «Scimmia». La terza traccia è in realtà la prima, ma con la stessa riprodotta in background e invertita, per dare il senso di loop: si ripete ciò che è già stato fatto, si torna al punto di partenza, senza fare un passo avanti.
«The Greed of a Few is The Death of Many», N36 — Questo EP è un proto-EP, un tentativo di trasformare il rumore in musica. Quello che si sente non è altro che registrazioni amatoriali all'interno di una fabbrica metalmeccanica in funzione. Oltre all'eco ambientale dovuto a una registrazione fatta banalmente con uno smartphone, si odono martelli che picchiano su ferro e alluminio, smerigliatrici e trapani.
La terza traccia è la seconda, ma elaborata e allungata: rappresenta come tutto questo caos si ripercuota nel cervello anche di notte. Solo la prima traccia, «Money Driller», cerca di mantenere un 4/4 usando i suoni registrati, con l'aggiunta di qualche kickbass. Il tentativo quasi osceno di creare qualcosa di sensato non è del tutto riuscito, ma possiamo dirvi che ci sarà un remake più professionale dell'esperimento.
Black Chaos Rules è come un archivio di fantasmi e cartelle psichiatriche che custodisce ciò che resta e ancora fa male, evitando la perfezione — una label di nicchia adatta a pochi, un ammasso di candele fragili in una stanza abbandonata completamente buia.


