Con «Élite of Underground», Mestizia CRK abbandona temporaneamente l'architettura dell'hard techno per immergersi in un universo sonoro più sporco, crudo e orientato alla strada. Un album che non cerca di piacere, ma di evocare. Un tributo diretto a ciò che Chaos Rules era alle origini, prima della rinascita del 2023. Un omaggio al vecchio CRK, a Hazard GM e ai membri che oggi non ci sono più per circostanze fuori dal loro controllo.
L'album si muove tra phonk e vibrazioni più dure. Il phonk non è nuovo per Mestizia — già presente nel singolo «Phonkore» — e non è stato scelto per ideologia, ma per il suo suono, spesso legato alla street culture. Una scelta che richiama le origini di Chaos Rules: un collettivo nato in ambienti dove l'accesso non era per tutti.
Tra le tracce emergono le prime, influenzate dal Brazilian phonk ma con un hard kickbass che testimonia l'aggressività originaria del gruppo. Accanto a queste quattro tracce ci sono brani phonk più classici e una traccia finale più nostalgica, che richiama tempi passati. CRK non è mai rimasto bloccato in un unico stile: anche se oggi è più orientato all'elettronica, resta aperto a ogni forma di arte ed espressione.
Prima che il nome CRK diventasse Chaos Rules, prima dell'etichetta, prima della musica, c'erano solo le feste. Ma non rave. Non eventi. Qualcosa di più criptico. Luoghi che si rivelavano solo a chi sapeva leggere certi segnali, disseminati tra media, immagini, parole. Non tutti li vedevano. Non tutti dovevano vederli. E chi arrivava lì non tornava più lo stesso.


